FAQ

Frequently Asked Questions

Agopuntura: Domande Frequenti

Il paziente che si sottopone all’agopuntura per la prima volta è comprensibilmente curioso di sapere a cosa va incontro. Ecco le risposte del Dott. Ali Asadi alle domande più frequenti.

Si sente dolore durante il trattamento?

Come ripetono spesso i grandi maestri, la prima regola è non procurare disagio al paziente. Personalmente preferisco utilizzare tecniche indolori per consentire il maggior livello possibile di rilassamento durante la seduta. Ci sono alcuni punti che, al momento dell’infissione, danno la sensazione di una puntura d’insetto. Tra questi ricordo i punti sull’orecchio, utilizzati talvolta per situazioni acute. La maggior parte dei punti, comunque, sono assolutamente indolori. Comunque, se il paziente dovesse ritenere fastidioso un ago, lo tolgo immediatamente. Mentre il paziente riposa per 15-20 minuti, quello che può avvertire è un senso di calore, di formicolio, di tremolio nella sede dell’ago o in altra parte del corpo collegata. Alla fine della seduta, il paziente avverte una sensazione di benessere come se uscisse da un sonno ristoratore.

L’agopuntura è una tecnica che fa parte della Medicina Olistica quindi non solo è possibile trattare più di un problema ala volta, ma bisogna farlo, perché i problemi possono essere collegati, anche se uno è recente e un altro è di vecchia data. Questo vale sia per i disturbi fisici che per quelli psichici.

Assolutamente si. Secondo la legge italiana, l’esercizio dell’agopuntura è riservato ai Medici in possesso dell’abilitazione alla professione (Sentenza 154696 II Sezione penale Corte di cassazione del 19 luglio 1982 – Ministero della Sanità – Circolare n° 17 del 28 febbraio 1984).
Nel maggio 2002 la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ha ribadito che l’Agopuntura e la Medicina cinese costituiscono atto medico in quanto solo il medico abilitato può stabilire una diagnosi, formulare una prognosi e prescrivere una terapia, valutandone rischi e benefici, comparandoli con quelli di altre metodiche terapeutiche della Medicina occidentale. Chi pratichi l’agopuntura essendo sprovvisto dell’autorizzazione all’esercizio professionale commette il reato di esercizio abusivo della professione medica di cui all’art. 348 c.p.

Tradizionalmente, in Cina si prescrivono cicli di 10 sedute, eventualmente ripetibili una o due volte. Anche alcuni medici italiani effettuano cicli di 10 sedute. Per quello che mi riguarda, anche di fronte a patologie croniche, non effettuo mai più di 4 sedute se non ottengo risultati significativi. Penso che, in generale, non esistano terapie che richiedano molte somministrazioni prima di dimostrare qualche beneficio. Se una cosa funziona, si vede subito. E questo è ancora più vero nel caso di una terapia efficace come l’agopuntura.

L’agopuntura è una tecnica molto potente ed efficace e, in genere, dimostra la sua efficacia già dalla prima applicazione. In ogni caso, un agopuntore esperto è in grado di capire entro un paio di sedute se il paziente risponderà alla terapia. Penso che quattro sedute siano sufficienti per ottenere buoni risultati. In caso contrario, ritengo che non sia giusto proseguire con il trattamento.

Molto dipende dalla patologia che il paziente presenta. In caso di patologie acute, solitamente i risultati sono rapidi e duraturi, e il paziente non dovrà effettuare altri trattamenti. In caso di affezioni croniche, spesso sono necessarie sedute di richiamo periodiche. In questi casi, il ciclo terapeutico inizia con sedute bisettimanali o settimanali poi, a miglioramento avvenuto, si tende a distanziare le sedute, che diventano mensili e poi trimestrali.

L’agopuntura agisce in modo completamente differente da tutte le altre forme di terapia, con le quali non interferisce. Può essere associata a qualunque terapia fisica e farmacologica in assoluta tranquillità.

In media si usano da 4 a 10 aghi inseriti in varie parti del corpo, di solito braccia e gambe, anche se talvolta si usano punti sull’addome, sulla schiena e sulla testa. Si tratta sempre di zone sicure, lontano da parti vitali.

Io uso aghi sterili, in acciaio chirurgico, sottilissimi, a tripla affilatura e lubrificati per una inserzione indolore. Sono particolarmente confortevoli per i pazienti con disturbi cronici e hanno lo spessore di un capello.

La maggior parte dei punti utilizzati non necessita di un’inserzione profonda. La profondità media va da 1 a 5 millimetri. Occasionalmente, in presenza di massa corporeaparticolarmente sviluppata, l’infissione può essere più profonda.

Gli aghi che utilizzo sono assolutamente nuovi, sterili, monouso, in acciaio inossidabile di tipo chirurgico, confezionati uno ad uno in contenitori sterili a perdere.

Solitamente no, ma alcuni punti possono sanguinare leggermente nel momento in cui si toglie l’ago, soprattutto in persone che sanguinano facilmente. In medicina cinese ci sono tecniche che prevedono la provocazione volontaria del sanguinamento mediante l’uso di lancette sterili, ma sono riservate a casi rari e particolari. Un buon agopuntore è in grado di utilizzare metodi alternativi per affrontare queste patologie.

Io faccio sempre del mio meglio perché ciò non accada, anche se è possibile che pazienti con malattie croniche di vecchia data possano avere una esacerbazione dei sintomi dopo la prima seduta. Sebbene fastidiosa, in questi casi è una reazione auspicabile, perché solitamente prelude ad un ribaltamento delle condizioni del paziente. Si tratta comunque di una evenienza poco frequente e limitata alla prima seduta.

Vergognosamente, la terapia con agopuntura non viene rimborsata dal SSN e la pratica si svolge in regime libero professionale. I prezzi delle sedute variano in base alla tipologia della patologia da trattare e alla durata della terapia. Mediamente oscillano tra 60 e 90 euro.

La maggior parte delle compagnie rimborsa le sedute di agopuntura. Si consiglia di consultare preventivamente la propria assicurazione, anche per accertarsi se il rimborso è parziale o integrale.

Prenota un appuntamento